
Partendo dalla riflessione sul testo letterario, ma anche dal discorso postcoloniale in senso ampio, che per sua stessa natura invoca la transdisciplinarietà e la collaborazione tra saperi diversi, la Scuola ha come obiettivo di offrire a chi partecipa strumenti utili a mettere in una prospettiva critica adeguata la partecipazione al “racconto” della globalizzazione. Durante la Scuola, alle conferenze plenarie affidate a grandi studiose e studiosi internazionali afferenti a diverse aree del sapere si alternano attività seminariali e workshop per mettere in pratica, e alla prova dei testi, gli stimoli teorici acquisiti. I lavori si svolgono in lingua inglese, spagnola e italiana.
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L’edizione 2026 è dedicata al tema degli “Orrori postcoloniali”, esplorando l’horror come simbolo estetico, politico ed epistemologico con cui le letterature postcoloniali mettono in scena memorie traumatiche della colonizzazione, tensioni identitarie, movimenti diasporici e il riemergere del fantasmatico all’interno delle modernità globali. L’intento è quello di leggere l’horror non solo come genere, ma come strumento critico e decostruttivo capace di destabilizzare categorie etnocentriche di soggettività, corpo, sovranità e conoscenza.
L’edizione 2025 volge lo sguardo al postcolonialismo del futuro: un pensiero che sa andare ‘oltre’ le traiettorie coloniali di organizzazione del mondo; che intravvede modi alternativi di vivere il pianeta che al momento non possiamo prevedere, ma che va creato, anche attraverso l’immaginazione letteraria. Un futuro equo, sostenibile e vivibile dovrà necessariamente essere postcoloniale.
Prospettive postcoloniali informano anche i nuovi archivi dei futurismi letterari, che riuniscono varie forme di futurismo prodotte da persone di colore e del Sud globale, come l’afrofuturismo, l’africanfuturismo, i futurismi indigeni e i futurismi latino-americani. Ogni ‘futurismo’ rappresenta un movimento, una modalità, un’estetica e un sottogenere (fantascienza, fantasy, speculative fiction…) chiaramente identificabili e non immediatamente sovrapponibili. Ciò che invece questi futurismi sembrano condividere è la volontà di sovvertire il futuro suprematista bianco del Nord globale, nella speranza di uscire dalla catastrofe che ci attende come specie e che infliggiamo alle altre specie e al futuro del pianeta.
Entanglements 2024: Postcolonial Dialogues mira a costruire un dialogo “tra e oltre” i testi letterari, tra e oltre le varie anime del postcoloniale (e del decoloniale) fino a coinvolgere l’ambientalismo, gli studi queer, il pensiero postumano, l’ecofemminismo…, provando a liberare nuove possibilità di comprensione dell’“estremo contemporaneo”.















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